III Domenica di Pasqua – Anno B

15 aprile 2018

Dal Vangelo secondo Luca 24, 35-48:

“Gesù… apparve in mezzo a loro e disse: “Pace a voi!”. Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse:”… Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e osa come vedete che io ho”……. Allora aprì loro la mente all’intelligenza delle Scritture e disse: “Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare il terzo giorno…”

Il vangelo di oggi fa parte della sezione dedicata da Luca ai racconti della Pasqua. Lungo l’intero Capitolo 24 del suo vangelo, Luca ritrae con molta cura la situazione di partenza dei discepoli: l’incertezza e la paura delle donne, lo scetticismo degli undici di fronte al loro annuncio, la cecità spirituale e l’abbattimento di Cleopa e del suo compagno, lo stupore e lo spavento di fronte a Gesù risorto, l’incredulità ‘per la gioia’ dei discepoli, i dubbi e il turbamento del loro cuore. Allo stesso tempo emerge come questa situazione iniziale si vada via via modificando, fino ad essere completamente trasformata, fino ad arrivare all’apertura della mente (v.45), e poi all’adorazione, alla gioia e alla lode (Lc.24,52).

Il vangelo di oggi coglie un momento cruciale di questa trasformazione. L’apparizione del risorto coglie di sorpresa i discepoli. A questo punto comincia una sequenza di azioni e parole attraverso cui si esprime l’iniziativa di Gesù nei loro confronti: “toccatemi e guardate” (v.39);  mostrò loro  le mani e i piedi (v.40); disse: avete qui qualcosa da mangiare?” (v.41); aprì loro la mente all’intelligenza delle Scritture (v.45).

La sua esegesi delle Scritture è un’esegesi ad ampio raggio che spazia dalla Legge di Mosè fino ai Profeti ed ai Salmi, mostrando in essi ciò che si riferisce a Lui. Ma Gesù non si limita a raccogliere ed elencare una serie di dati, egli ne penetra profondamente il significato. Per questo può concludere:”Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione ed il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme” (vv.46-47).

In questo modo Gesù fornisce la chiave di interpretazione delle Scritture: se stesso, il Cristo perseguitato, crocifisso e risorto è la chiave di volta di tutta la Rivelazione di Dio all’uomo.

Non basta che Gesù sia visto, ascoltato, toccato, che mangi davanti a loro perché i discepoli giungano alla fede: occorre l’apertura della loro mente alla comprensione delle Scritture, in esse deve essere toccato il Signore. Scrive Ugo di san Vittore: “La Parola di Dio rivestita di carne umana è apparsa una sola volta in modo visibile e ora questa medesima Parola viene a noi nascosta nella pagina scritturistica e nella voce umana che la proclama”.

No! No, non arrenderti, affidati a Dio