Carissima suor Chiara Annagrazia,
sono stato molto contento di ricevere la tua lettera, ma ti confesso che, beh, ci è voluto un po’ per riprendersi dalla telefonata. Come dici tu, sono le sorprese di P. Antonino. Adesso ti faccio fare due risate. Pensa che una volta venne a trovarmi e si mise una parrucca riccia in testa. Fece bussare al campanello da mia zia, ma lui si mise di spalle. Non avrei mai immaginato fosse lui, poi si girò e capii di essere stato “vittima” di una delle sorprese più buffe che mi abbia mai fatto. Comunque è vero, è grazie a persone come P. Antonino, e come te del resto, che posso imparare a conoscere il Signore. Mi è piaciuta molto l’espressione che hai usato “l’orecchio del tuo cuore deve essere attento alla voce di Dio”: è una riflessione che sto iniziando a far mia. È vero, se non amo abbastanza Dio è perché non lo conosco abbastanza, perché conoscerLo significa amarLo, me ne rendo sempre più conto. Sai, su consiglio di un sacerdote, riguardo a quella mia volontà di amare Dio, ho letto le lettere di Giovanni, e ora sto leggendo l’enciclica del nostro papa Benedetto XVI “Dio è Amore”. È molto bella, e mi fa anche piacere leggerla, perché riesco a dare solo ora, ad esempio, una spiegazione più precisa sul perché è necessaria la consacrazione dell’amore mediante il Matrimonio, non solamente perché “si deve fare così”, ma per una serie di motivi, quale ad esempio la purificazione dell’amore stesso, e tanti altri. (peccato solamente che io non sappia il latino e non comprenda, almeno non facilmente o raramente alcune espressioni). Sono contento di riempire il mio bagaglio di cose belle come queste, e benedico Dio che illumina il Papa come ha illuminato i santi, così che noi possiamo arricchirci di questa parola. Un altro metodo, quindi, con cui il Signore parla a noi e si fa conoscere. Un’altra cosa che vorrei dirti è questa: sto scoprendo man mano la bellezza, la gioia di pregare secondo le intenzioni della Mamma celeste. Un po’ di tempo fa infatti ho letto un messaggio lasciato dalla Madonna a Medjugorje (si scrive così?) in cui Ella ringraziava per le preghiere offerte secondo le sue intenzioni. Beh, ti saluto ora, anche perché si è fatto un po’ tardino; spero di sentirti presto, magari anche per telefono. Stavolta però cercherò di farmi trovare preparato. Continuiamo a pregare vicendevolmente. Con affetto, Matteo

PS1=stai tranquilla, non mancherò di salutarti il mare, anzi, ti porto nel mio cuore, così, in un certo senso, anche tu potrai venire…
PS2=Vorrei sapere, senza mancare di rispetto, se è possibile chiamarti con un nome più corto. Per quanto riguarda le lettere non c’è problema, ma per telefono è un po’ scomodo…se non è possibile però non fa niente.

No! No, non arrenderti, affidati a Dio

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