L’Eucaristia come alimento della vita teologale

La celebrazione eucaristica è il memoriale della Pasqua di Cristo (Catechismo della Chiesa Cattolica 1362). Nell’Eucaristia, ci ricorda Papa Francesco, Cristo «attiva sempre nuovamente il dono di sé che ci ha fatto sulla croce» e tutti noi «possiamo diventare “viandanti risorti” se la parola di Gesù riscalda il nostro cuore, e la sua Eucaristia ci apre gli occhi alla fede e ci nutre di speranza e di carità».

L’Eucaristia è «la Pasqua quotidiana» diceva Sant’Agostino; ciascuno di noi può riscoprire ogni giorno la tenerezza di quel primo incontro con Gesù. Il 4 giugno del 2000 è un giorno importantissimo per Matteo, che riceve il suo amatissimo Gesù nel Sacramento della Prima Comunione ed è la prima volta in cui dichiara pubblicamente il suo amore per il Signore: quando il parroco durante l’omelia domanda a tutti i comunicandi se tra loro c’è qualcuno che per caso da grande vorrebbe farsi suora o sacerdote, Matteo alza la mano e dice «Io voglio farmi sacerdote!». Il suo legame con Gesù diverrà da quel momento sempre più forte, e l’Eucaristia sarà il luogo privilegiato dell’incontro con Dio, dell’incontro con l’Amato, durante la Santa Messa, nelle Adorazioni Eucaristiche e nei momenti in cui, crescendo, ogni volta che uscirà da casa farà visita al Santissimo per inginocchiarsi in preghiera davanti al Tabernacolo: “passo a salutare Gesù” diceva con profonda tenerezza, ma anche con atteggiamento amorevole e trepidante, il sentire di chi in quell’incontro trova la direzione del cuore che lo orienta ogni volta a “riscoprire la gioia di pregare, quasi fosse il giorno della prima Comunione”, “per vivere acceso d’amore” scriverà Matteo, perché per lui “pregare è nutrirsi del Suo cibo, quello che servirà per sempre”, secondo l’insegnamento di Gesù che «non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio» (Mt 4,4). Il suo profondo sentire durante la preghiera è affidato alle parole di una sua poesia: “sento il bisogno di pregare come di respirare, che momento… vorrei non finisse mai[…] un tuffo nella mia anima, sento i battiti del mio cuore… ognuno vuole essere un inno di lode a Dio[…] vorrei poter descrivere questo momento… ma non trovo altre parole”. L’Eucaristia e la Parola di Dio, insieme con la preghiera saranno per Matteo luce e guida nel suo cammino terreno.

Nella vita di Matteo, l’amore per Gesù che si fa dono per noi diventa amore per gli altri: come ci ricorda il Santo Padre Emerito Benedetto XVI nell’Esortazione Apostolica «Sacramentum Caritatis», Gesù nell’Eucaristia «fa di noi testimoni della compassione di Dio per ogni fratello e sorella. Nasce così intorno al Mistero eucaristico il servizio della carità nei confronti del prossimo, che consiste appunto nel fatto che io amo, in Dio e con Dio, anche la persona che non gradisco o neanche conosco. Questo può realizzarsi solo a partire dall’intimo incontro con Dio, un incontro che è diventato comunione di volontà arrivando fino a toccare il sentimento. Allora imparo a guardare quest’altra persona non più soltanto con i miei occhi e con i miei sentimenti, ma secondo la prospettiva di Gesù Cristo».  Matteo ripeterà spesso “quando penso, dico o faccio qualcosa, lo faccio pensando a come lo farebbe Gesù…”. Nell’Eucaristia il Signore «ci fa percorrere la sua strada, quella del servizio, della condivisione, del dono, e quel poco che abbiamo, quel poco che siamo, se condiviso, diventa ricchezza, perché la potenza di Dio, che è quella dell’amore, scende nella nostra povertà per trasformarla» ci ricorda Papa Francesco.

Tutti noi, come amati figli di Dio, «siamo chiamati a diventare pane gli uni per gli altri, pane per il mondo» afferma H. Nouwen; Cristo esorta ciascuno di noi come fece con i discepoli «Date loro voi stessi da mangiare» (Mt 14,16). Matteo scriverà “per quanto mi riguarda sono pronto a offrirti tutto”: nell’esortazione apostolica «Sacramentum Caritatis» ci viene ricordato che la vocazione di ciascuno di noi è quella di «essere, insieme a Gesù, pane spezzato per la vita del mondo».

La centralità del Sacramento eucaristico nella nostra vita diviene così fondamento di vita nuova, in Cristo, e la comunione con il suo corpo si fa alimento per condurre una vita teologale.

No! No, non arrenderti, affidati a Dio