Maria: modello d’amore per ciascuno nella sequela di Cristo

«Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa» (Gv 19, 26-27). Il Santo Padre Francesco ci ricorda che «chi sta sotto la Croce con Maria, impara ad amare come Gesù» e nel disegno d’amore di Dio «anche la notte del dolore si apre alla luce pasquale». Come rammentato dal Papa Emerito Benedetto XVI, durante un’udienza di alcuni anni fa, «Maria invita tutti gli uomini di buona volontà, tutti coloro che soffrono nel cuore o nel corpo, ad alzare gli occhi verso la Croce di Gesù per trovarvi la sorgente della vita, la sorgente della salvezza».
Il discepolo amato accoglie Maria nella sua casa; noi invece, chiamati ad essere tutti discepoli di Gesù per mezzo del Battesimo, come accogliamo Maria nella nostra vita, nel nostro cuore, quale modello cui ispirarci?

L’amore di Matteo per Maria è alimentato dalla preghiera quotidiana del Santo Rosario, dalla Consacrazione al Suo Cuore Immacolato con la pratica dei Primi Sabati di mese. Matteo guarda a Maria e si sente “come un bambino che impara a camminare tra le braccia della bellissima Madonnina” come scriverà in una sua poesia, aggiungendo “voglio scalare il tuo monte, tra petali e spine, per arrivare un giorno alla vetta; dove non esiste né peccato né sofferenza, ma solo il Tuo Amore Infinito”. Papa Francesco ci ricorda che «Maria è la madre che con pazienza e tenerezza ci porta a Dio perché Egli sciolga i nodi della nostra anima con la sua misericordia di Padre». Maria è per Matteo la Mamma Celeste, Colei a cui rivolgersi con l’amore e la tenerezza che ciascun figlio sente per la propria mamma: Matteo ripeteva spesso che ci si doveva rivolgere a Lei in modo confidenziale, con semplicità, proprio come fanno i figli, che al bisogno hanno sulle labbra quel nome, “mamma”. Matteo invitava chi gli era accanto a rivolgere sempre un pensiero alla Mamma Celeste durante la giornata, recitando anche solo un’ Ave Maria e di fronte all’immagine della Santa Vergine ripeteva una frase che aveva imparato dal suo amato San Pio “Ti saluto o Maria, saluta Gesù da parte mia”.

L’immagine di Maria che volge lo sguardo al Bambino Gesù commuove profondamente Matteo, che vede in quello sguardo materno l’amore per l’umanità intera; ripeterà spesso che Maria guarda ciascuno di noi con quello stesso amore, con quella delicatezza di madre. Matteo guarda a Maria come modello di semplicità per eccellenza, come Colei che nella sua “apparente fragilità” ha saputo “schiacciare con forza il peccato”; Maria è per lui esempio di Colei che ha saputo accettare la volontà di Dio: “Tu, che con il tuo Sì hai accettato la volontà di Dio”. Benedetto XVI ci rammenta in proposito che «il “sì” di Maria alla volontà di Dio, nell’obbedienza della fede, si ripete lungo tutta la sua vita, fino al momento più difficile, quello della Croce». Guarda a Maria Matteo nella sofferenza, si affida a lei: “Tu, Madre di Dio, prega per noi, per chi soffre nell’anima e nel corpo. Prega per noi Maria, Madre castissima”. L’amore per la recita del Santo Rosario lo porterà a registrare un Cd con la sua voce, per continuare a pregare quando la malattia si manifesterà con maggiore prepotenza affaticandolo nella quotidianità.

Maria è per Matteo un modello d’amore cui ispirarsi e a cui affidarsi per seguire la via di Dio; il suo amore per la Vergine Santa è racchiuso nelle parole di una poesia a Lei dedicata:

“Maria,

Tu, che nella tua estrema semplicità hai saputo vivere

Con Dio e per Dio;

Tu, che nella tua apparente fragilità hai saputo

Schiacciare con forza il peccato;

Tu, che con il tuo “Sì” hai accettato la volontà di Dio;

Tu, che anche nella sofferenza non hai mai perso la fede;

Tu, che hai racchiuso nel tuo cuore Immacolato

l’infinità di Dio.

Tu, Madre di Dio, prega per noi, per chi soffre

Nell’anima e nel corpo.

Prega per noi Maria, Madre castissima.

Ti voglio bene Madonnina, fiore celeste.”

Lo sguardo materno di Maria è rivolto a tutti; la frase che Cristo sulla croce rivolge al discepolo amato,         «Ecco la tua madre!» (Gv 19, 27) , è indirizzata al cuore di ciascuno di noi, perché possiamo accogliere Maria  come modello nella sequela di Cristo.

No! No, non arrenderti, affidati a Dio