Un appuntamento importante e un impegno ancora più importante

Carissimi Amici di Matteo si apre un nuovo anno che senza dubbio, a Dio piacendo, sarà denso di belle e sante iniziative in memoria e venerazione del nostro giovane Servo di Dio. Il Processo Informativo Diocesano, aperto con tanta partecipazione, il 19 settembre, si sta avviando alla conclusione che, speriamo, possa solennemente celebrarsi nei prossimi mesi. Come Postulatrice della Causa non posso che esprimere la gioia di lavorare e collaborare con tante persone che mettono generosamente a disposizione non solo professionalità, tempo ed entusiasmo, ma anche fede e convinzione nella validità della Causa. E’ come se intorno a Matteo si fosse costituita una grande famiglia, un solido gruppo di amici, come quando era tra noi, tutti pronti a dargli una mano, a farlo conoscere e a parlare di lui. Prima di tutto sento di dover ringraziare Sua Eccellenza l’Arcivescovo e mons. Vicario generale che hanno creduto nella santità di Matteo e mi hanno sostenuta con la preghiera e la fiducia nel portare avanti il lavoro. Mentre gli “addetti ai lavori” stanno entrando nella fase finale dell’impegno, cosa possiamo e dobbiamo fare noi? Non certo rimanere a guardare; Matteo è un dono che il Signore ha fatto a tutta la chiesa diocesana di Brindisi-Ostuni, perché è stato un giovane che ha camminato sulle nostre strade, in molti lo avete conosciuto, ha vissuto in mezzo a noi, come uno di noi, ma il Signore ce lo ha mandato per indicarci la strada, per essere a nostra volta santi nella nostra quotidianità.

Papa Francesco ce lo ha ricordato: “la santità non è qualcosa che ci procuriamo noi, che otteniamo noi con le nostre qualità e le nostre capacità. La santità è un dono, è il dono che ci fa il Signore Gesù, quando ci prende con sé e ci riveste di se stesso, ci rende come Lui. Ecco, davvero la santità è il volto più bello della Chiesa: è riscoprirsi in comunione con Dio, nella pienezza della sua vita e del suo amore. Si capisce, allora, che la santità non è una prerogativa soltanto di alcuni: la santità è un dono che viene offerto a tutti, nessuno escluso, per cui costituisce il carattere distintivo di ogni cristiano”. I santi, come Matteo, ci indicano il cammino da seguire, come fare per raggiungere anche noi questa meta comune. In questi mesi di preparazione alla grande festa che faremo in occasione della chiusura del Processo diocesano e della consegna degli atti processuali alla Congregazione delle Cause dei Santi a Roma, noi dovremmo impegnarci a fare qualche piccolo passo in più verso la santità. Matteo diceva sempre: “Vedo la mia vita passo passo”, mano nella mano con Gesù, sotto lo sguardo della Madonna. E spesso ripeteva: “guarda che il Signore ci chiama tutti alla Santità!”.

Un impegno maggiore ad essere santi come lui, dicendo ogni giorno i sì al Signore, come ha fatto lui: aprire meglio gli occhi per vedere e capire le necessità di chi ci vive vicino; saper ascoltare, perdonare, accogliere; imparare a fare a meno di qualcosa di superfluo ed essere un poco più essenziali; amare e rispettare il creato, la “casa comune” come lo definisce il Papa; trovare il tempo per un momento di adorazione a Gesù in Chiesa, la recita del Rosario; essere allegri e sereni pensando, come diceva Matteo, che c’è sempre qualcuno che sta peggio di noi e piangersi addosso non serve. Questo, credo, sia il migliore impegno comune per far contento Matteo e arrivare preparati alla cerimonia solenne e pubblica della chiusura del processo diocesano sulla sua vita e le sue virtù. Partecipare a una bella festa non serve a nulla se non ci arriviamo con la determinazione di fare, almeno un po’, come ha fatto lui. I Santi servono proprio a questo: ci fanno vedere come si fa, quali scelte fare…. E dato che la santità è contagiosa cerchiamo di fare come faceva Matteo: gli infiltrati fra quanti conosciamo e ci vivono vicino: “osservo chi mi sta intorno, per entrare tra loro silenzioso come un virus e contagiarli di una malattia senza cura, l’Amore!”.

Allora, quel giorno, sarà davvero festa perché ci sentiremo un po’ più come Matteo, più vicini a lui, in vera sintonia di santità; può sembrare difficile, può darsi che a volte ci sentiremo scoraggiati e magari anche un po’ soli in questa impresa; allora ripensiamo a queste parole di Matteo: “Da solo? Io non sono mai da solo, lo sai. C’è sempre Gesù con me”.

Allora arrivederci al grande giorno della festa!

Dott. Francesca Consolini

No! No, non arrenderti, affidati a Dio