II Domenica di Quaresima – Anno A

“ Il suo volto brillò come il sole “

 Dal vangelo secondo Matteo, capitolo 17, versetti 1-9

“… Fu trasfigurato davanti a loro: il suo brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce …. “Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia …”

La Trasfigurazione ci presenta un momento misterioso e glorioso di Gesù sul cammino verso la Passione. Il brano del vangelo di oggi ci presenta tre momenti:

  • l’entrata di Gesù nella gloria di Dio e l’ apparizione di Mosè ed Elia (vv.2-3),
  • la voce divina che indica e proclama Gesù “Figlio del Padre” (v. 5),
  • la discesa dal monte e il ritorno nella quotidianità ( vv. 6-9).

Gesù  sta andando incontro alla sua morte: la Trasfigurazione costituisce un momento profetico, anticipatore della gloria della risurrezione sul cammino oscuro della croce. L’episodio riguarda prima di tutto Gesù: il Padre riafferma il suo amore per il Figlio prediletto; in questa prospettiva il racconto della Trasfigurazione richiama quello del Battesimo al Giordano. Ma se lì la parola di rivelazione si rivolgeva direttamente a Gesù, qui si rivolge ai discepoli, perché stare con Lui significa ascoltarlo ed attuare nella vita i suoi insegnamenti.

L’esperienza della Trasfigurazione di Gesù riguarda infatti anche alcuni discepoli: Pietro, Giacomo e Giovanni, gli stessi che sono presenti in altri momenti particolarmente importanti della vita di Cristo.

Analizziamo  ora  alcuni aspetti particolarmente interessanti del nostro brano:

  • innanzitutto il luogo della Trasfigurazione: “In disparte, su un alto monte”. La montagna indica il luogo della rivelazione di Dio, ma essa si attua ‘in disparte’, poiché Dio non può essere incontrato nel frastuono, in discorsi banali che impediscono la tensione dello spirito verso di lui.
  • Poi l’aspetto luminoso della Trasfigurazione: la luce è uno dei simboli più efficaci per dire la realtà misteriosa di Dio. La luminosità che sprigiona da Gesù diviene segno della divinità nascosta nella debolezza della sua umanità.
  • L’apparizione accanto a Gesù, di Mosè ed Elia. I due personaggi dell’Antico testamento rappresentano rispettivamente la legge e la Profezia. Gesù, posto in mezzo, appare così come il centro delle Scritture, il punto verso il quale l’ A.T. tende come al suo compimento.

Pietro e gli altri discepoli, non avendo capito questo, si fermano su un piano banale: la proposta di fare tre capanne esprime il desiderio umano di prolungare i momenti di gioia, fermando quasi il tempo, mentre bisogna entrare nel mistero triste della Passione.

E’ proprio il mistero pasquale, anticipato della Trasfigurazione nel suo aspetto glorioso, che è oggetto delle ultime parole di Gesù riferite dal nostro brano: “Non parlate a nessuno di questa visione finchè il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti”(v.9).

Ai vv.6-7 abbiamo i discepoli che si prostrano faccia a terra pieni di timore, mentre Gesù li risveglia: se durante la traversata del lago erano stati loro a svegliare Gesù dal sonno, perché avevano paura, ora è Lui a farli ‘sorgere’ ( è un ‘termine tecnico’ che indica la risurrezione) dal loro timore: la sua parola e il suo gesto danno loro coraggio e pace.

Lo sguardo su questo futuro di gloria, che è l’oggetto della nostra speranza, deve sorreggere il nostro impegno nel tempo presente, che è quello dell’ascolto e della testimonianza.

No! No, non arrenderti, affidati a Dio