XIII Domenica Tempo Ordinario – Anno A

Dal Vangelo secondo Matteo 10, 37-42

“Chi avrà perduto la propria vita per causa mia la troverà”

“ Chi ama  padre o  madre più di me, non è degno di me; chi ama  figlio o  figlia più di me, non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà: e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà “…

 L’importanza dell’accoglienza e la sua fecondità è il tema che unisce la prima lettura e il vangelo che la liturgia ci propone oggi.

Il brano del vangelo si articola in due parti: la prima ripete l’invito alla sequela di Cristo, la seconda invita all’accoglienza. In esso possiamo inoltre individuare tre nuclei tematici:

  • criteri prioritari da avere nelle relazioni affettive familiari (v.37),
  • invito a perdersi al seguito di Cristo e per causa sua, sapendo che solo così ci si salva per sempre (vv.38-39)
  • atteggiamento positivo di accoglienza verso tutti. Esso ci assicurerà la ricompensa finale (vv.40-42)

La presenza di Gesù e l’adesione a lui richiedono la conversione di tutti, ma una conversione autentica può avere tempi diversi di attuazione. Per questo nella sequela è possibile non trovarsi contemporanei, ma divisi in famiglia. Divisi non da odio o rifiuto reciproco, non perché l’amore per cristo spenga le relazioni affettive, ma perché non si può rinunciare ad aderire a lui per il fatto che non lo si può fare assieme ai propri familiari.

Nei vv.38-39 la sequela di Gesù viene presentata in un secondo livello di richieste: perdersi, a causa di Gesù. La croce viene qui vista come rinuncia a un progetto personale di esistenza, per una fiduciosa adesione al vangelo.

Negli ultimi tre versetti del nostro brano, è ripetuto per quattro volte il verbo ‘accogliere? ‘ricevere’ ‘ospitare’. Ai tempi di Gesù, come oggi, era questo un modo concreto per allargare l’ambito familiare, scoprendo una fraternità più estesa. Quel ‘bicchiere di acqua fresca da dare a un piccolo’ (v.42) richiama la grande pagina di Matteo circa le opere di misericordia, sulle quali verterà il giudizio finale (cfr. Mt.25,31-46).

Il percorso del cristiano che vuol giungere al Padre è ormai tracciato: dal battesimo ai fratelli; dai fratelli a Cristo; da Cristo al Padre.

Ma il vangelo ci chiede anche di divenire prossimi e di avere fiducia anche nei confronti di chi ci è ostile.

Saperci accogliere come fratelli diventa la testimonianza più completa e credibile del Signore risorto che sulla croce ha portato su di sé il peccato del mondo e che nella risurrezione ha dato se stesso come vita per tutti.

No! No, non arrenderti, affidati a Dio