XXI  Domenica del Tempo Ordinario – Anno A

Dal vangelo secondo Matteo 16, 13-20

“Ma voi, chi dite che io sia?”

“…”La gente chi dice che sia il Figlio dell’uomo?” Risposero: “Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti””. Disse loro: “Voi chi dite che io sia?”. Rispose Simon Pietro:”Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”……”Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa…”.

Matteo si mantiene in parallelo con Marco e Luca anche nel rievocare il dialogo di Gesù con i discepoli circa la sua persona. Ma ha anche qualcosa di proprio ( cfr.vv.13-16):

  • anzitutto quando riporta l’opinione circa Gesù, da tutti considerato un profeta: non lo era solo nella linea di Elia e del battista, ma anche in quella di Geremia.
  • Inoltre, la dichiarazione solenne di piretro su Gesù (v.16) secondo Matteo è fatta dall’apostolo non  a nome di tutti, ma come una sua visione di fede, espressa davanti a tutti, quasi per comunicarla anche agli altri discepoli.

A questo punto Matteo continua da solo con un testo densissimo sia per il tema che perla forma letteraria: sono i versetti 17-19:

  • la professione di fede di Pietro non è solo “da carne e da sangue”, bensì è rivelata “dal Padre che sta nei cieli”;
  • Gesù, da parte sua, dichiara (e assegna) la nuova identità a Simone. Quella di pietra solida e resistente rispetto alle potenze degli inferi: su di lui Cristo costituirà la sua Chiesa.
  • A Pietro Gesù darà “le chiavi del Regno dei cieli” non solo per aprire e chiudere, ma per “legare e sciogliere”, cioè per esercitare un ruolo fondamentale nella relazione fra gli uomini e Dio.

Molte volte Matteo evidenzia il ruolo di Pietro già nell’ambito del gruppo dei discepoli: chiamato insieme agli altri ‘pescatori’ del lago, Pietro ospita Gesù nella casa della suocera a Cafarnao.

Gesù inoltre gli dà un nome significativo e dunque una missione particolare. Inoltre Pietro si trova spesso nel gruppo dei tre apostoli in esperienze particolari (sul Tabor, al Getzemani). Pietro però risulta anche un uomo fragile, non migliore degli altri! E’ Matteo che ricorda la sua paura quando cammina sulle acque, perché “uomo di poca fede”. Ed è di Pietro- come ricordano tutti e quattro gli evangelisti- il triplice rinnegamento di Pietro a casa di Caifa.

Si’, perché le scelte vocazionali da parte di Dio – e di Gesù- riguardano sempre uomini fragili, non perfetti e impeccabili!

Il nostro testo è importante e solenne: Pietro viene costituito da Gesù roccia sulla quale è edificata la Chiesa, che è il sacramento della salvezza in Cristo.

Grazie a Pietro per la sua fede sincera e generosa, per la sua umanità forte e fragile.

Grazie a chi oggi tiene nella Chiesa il compito di Pietro e ci aiuta ad essere Chiesa credente.

La domanda di Gesù: “Ma voi chi dite che io sia?” non attende una formula di fede o una definizione dogmatica, ma ci interpella sulla qualità del nostro rapporto personale con Gesù. Lasciarci abitare e lavorare da quella domanda è la cosa più essenziale che deve scaturire dall’ascolto del brano evangelico su cui  la liturgia ci ha fatto riflettere oggi.

No! No, non arrenderti, affidati a Dio