Carlo, Matteo e Silvio: tre giovani verso la Santità

Una grande affluenza di pubblico presso la chiesa dell’Ave Maris Stella in occasione dell’evento: “Carlo, Matteo e Silvio: Modelli di un nuovo Umanesimo”.

Ad aprire la serata suor Annamaria Mulazzani delle suore Oblate Benedettine che ha proposto una breve lectio divina sulla parabola del giovane ricco così come presentata dall’evangelista Marco, soffermandosi sullo  sguardo di Gesù che si fissò sul giovane e lo amò…quello stesso sguardo che  i giovani Carlo , Matteo e Silvio hanno prontamente accolto, ricambiato e tenuto fisso in ogni momento della loro vita.

A seguire, l’intervento della dottoressa Francesca Consolini, postulatrice delle cause di beatificazione e canonizzazione dei tre giovani protagonisti della serata, che ha esaminato le loro rispettive vite alla luce dei tre “sentimenti di Cristo Gesù”, caratterizzanti l’Umanesimo cristiano, così come prospettati da Papa Francesco nel suo ormai memorabile discorso del 10 novembre 2015 ai rappresentanti del V Convegno Nazionale della Chiesa Italiana dal titolo “In Gesù Cristo il nuovo Umanesimo” tenutosi a Firenze ( cui, peraltro, ha partecipato anche suor Annamaria Mulazzani come delegata diocesana insieme all’Arcivescovo S.E. Domenico Caliandro).

“Umiltà, disinteresse e beatitudine” costituiscono i tratti distintivi di un umanesimo cristiano. Essi non sono però  “astratte sensazioni provvisorie dell’animo,  ma una calda forza interiore che ci rende capaci di vivere e di prendere decisioni.”

L’umiltà che consiste nel non cercare la propria gloria ma “perseguire la gloria di Dio che sfolgora nell’umiltà della grotta di Betlemme o nel disonore della Croce di Cristo”, il disinteresse, cioè il cercare la felicità di chi ci sta accanto e non chiudersi nel narcisismo e nell’autoreferenzialità, la beatitudine, intesa come felicità che sperimentiamo solo quando siamo poveri nello spirito …

Questi sentimenti Carlo, Matteo e Silvio li hanno vissuti appieno, come ampiamente testimoniato dalla postulatrice attraverso il racconto di particolari episodi di vita vissuta o, nel caso di Matteo, anche dalla lettura di poesie e brani tratti dai suoi numerosi scritti. I tre giovani hanno testimoniato, ogni giorno delle loro brevi esistenze, di vivere pienamente, nella loro carne, i sentimenti di Cristo Gesù di cui sopra, attraverso sacrifici, rinunce, fedeltà al Vangelo, attenzioni ai poveri e ai deboli, abbandono incondizionato alla volontà di Dio, coraggio nell’affrontare le sofferenze ed eroicità nell’offrirle al Signore, dimentichi di sé stessi e ormai proiettati alla gioia senza fine di una vita eterna in compagnia del loro Amico più grande : Gesù!

La devozione profonda alla Madonna, a San Francesco, la recita quotidiana del Rosario (che il piccolo Silvio Dissegna ha letteralmente consumato e sgretolato a furia di recitarlo!), e la partecipazione assidua al Mistero Eucaristico sono gli altri elementi fondanti che accomunano le figure dei tre giovani.

L’intervento della postulatrice, seguito in religioso silenzio dal numeroso e variegato pubblico, ha catturato l’attenzione e ha coinvolto emotivamente i presenti molto toccati e commossi dalle testimonianze delle vite dei giovani in cammino verso la santità e dalla profondità dei concetti espressi, sia pure con sapiente leggerezza, dalla dottoressa Consolini.

Ha concluso la serata l’entusiasta intervento di S.E. Domenico Caliandro che si è dichiarato felice di condividere con tutti i presenti  “un raggio di Paradiso” e,  tra gli applausi generali, ha annunciato la prossima apertura della fase diocesana del  processo per la beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio Matteo Farina.

Gli interventi sono stati intervallati dalla esecuzione di alcuni brani musicali di Einaudi e di Pachelbel magistralmente interpretati dai giovanissimi  Giuseppe e Francesco Buzzanga rispettivamente al pianoforte e al violoncello.

Adele Caiulo

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