Matteo Farina : un giovane cuore “acceso d’amore” nel cuore di  dio

Camminate dunque nel Signore Gesù Cristo, come l’avete ricevuto, ben radicati e fondati in lui, saldi nella fede come vi è stato insegnato, abbondando nell’azione di grazie”. (cfr Col 2,6-7). L’esortazione di San Paolo è un invito a stare nel mondo, ma senza essere del mondo perché completamente inseriti nella vita di Cristo, con sguardo confidente e riconoscente sempre rivolto a Dio. È il cammino difficile ma possibile, poiché sostenuto dalla Grazia, intrapreso da un giovane brindisino, Matteo Farina.

UNA VITA ORDINARIA…

Matteo nasce il 19 settembre 1990 da famiglia brindisina e trascorre tutta la sua vita a Brindisi tra gli affetti familiari e gli amici. Sin da piccolo mostra una vivace intelligenza ed un avvincente entusiasmo per la vita che lo fanno appassionare a tutte le attività che intraprende ed in cui riesce perfettamente: lo studio, per il quale è particolarmente dotato, lo sport, il teatro e la musica, il cui amore lo spinge ad imparare a suonare alcuni strumenti. Ha un carattere deciso, e al tempo stesso mite, dolce e delicato  che gli permette di essere ben inserito sia nel contesto scolastico sia nella realtà giovanile che lo circonda, tanto da essere molto amato e apprezzato da professori, compagni ed amici per i quali è un vero e proprio leader, una persona matura e autorevole nonostante la sua giovane età. A tredici anni entra nella sua vita la malattia: un tumore cerebrale contro cui combatterà per quasi sei anni, alternando momenti di tranquillità con periodi di profonda sofferenza fisica legata ai diversi interventi chirurgici e alle sedute di radio e chemioterapia a cui viene sottoposto. Matteo, anche dopo la comparsa del male, continua a vivere con gioia, serenità e tanta forza di volontà: nonostante la malattia si impegna nei suoi studi presso l’ITIS Majorana di Brindisi con l’obiettivo di diventare un ingegnere chimico e contribuire col suo lavoro alla custodia del creato. Non smette di coltivare tutte le sue passioni tra cui la musica, tanto da formare con gli amici una band musicale. Negli ultimi due anni della sua vita conosce l’amore casto per una ragazza. Nonostante le cure ed i ripetuti interventi chirurgici muore il 24 Aprile 2009.

Matteo è stato un ragazzo brillante, che ha vissuto, nonostante la sofferenza, la normalità del quotidiano perché qualcosa di straordinario ha permeato la sua breve esistenza: la Fede.

…UNA FEDE STRAORDINARIA

Matteo cresce in una famiglia fortemente credente, inserito nella vita comunitaria parrocchiale, dove riceve una formazione spirituale francescana, arricchita dalle letture di santi come san Pio da Pietrelcina, santa Gemma Galgani , santa Teresa di Gesù Bambino e il beato Piergiorgio Frassati. La sua infanzia e la sua giovinezza saranno sempre intrise di preghiera( grande è la sua devozione a Maria ed al Santo Rosario), nutrite dalla Parola, di cui ha una profonda conoscenza, modellate dall’accostamento frequente ai Sacramenti della Riconciliazione e dell’Eucaristia. Tutto ciò consente a Matteo di crescere “radicato e fondato in Cristo, saldo nella fede”. Una fede che gli permette di vivere in un fiducioso abbandono alla volontà di Dio, da sempre ricercata con determinazione e serenità.  Attraverso la fede Matteo vive gli affetti, le amicizie, le realtà problematiche dei giovani, della scuola e della malattia alla luce della contemplazione del Cuore di Dio. Il suo sguardo interiore è sempre rivolto al Cielo e ciò gli permette di poter vivere in questo mondo in maniera più umana e quindi più divina. La sua intimità con il Signore gli fa accogliere la Grazia, senza opporvi resistenza, tanto che Matteo riesce a percepire profondamente l’Amore di Dio. La sua prima risposta a tanto Amore è la gioia.

LA GIOIA DI MATTEO

Matteo ha un carattere allegro, tuttavia la sua gioia non è dovuta alla sua indole solare, ma proviene da Cristo (Gv15, 11). È quella gioia che contraddistingue il cristiano, consapevole di vivere nella vita divina trinitaria e di essere partecipe di quello stesso amore che il Padre ha per il Figlio. È una gioia profonda che va comunicata agli altri e che nemmeno la sofferenza scalfisce , tanto che Matteo anche nella malattia non perde mai il sorriso e la serenità. “Sorridi Erika, possiamo pregare con gioia, i cristiani sorridono sempre, sorridi..!” dice alla sorella in un momento di prova.

UNA VITA  SECONDO IL CUORE DI CRISTO

Matteo risponde all’ Amore di Dio con il desiderio di essere sempre, come egli dice, “acceso d’amore”. È tuttavia consapevole dei limiti del proprio cuore, ma completamente fiducioso in Cristo, al quale sente di doversi conformare pienamente. È solito dire “quando penso, dico o faccio qualcosa, lo faccio pensando a come lo farebbe Gesù…”. Vivere nel modo di pensare, di sentire e di agire di Cristo è vivere secondo il Suo Cuore, nel Suo Cuore. In una preghiera scrive “l’amore che desidero bruci il mio cuore … come posso accrescere l’amore?…Vorrei amare tutti, come tu ci hai chiesto, come tu hai fatto con noi … e lo fai ancora…” Matteo traduce il suo desiderio di somigliare a Gesù nell’amore, attraverso l’amore ordinario e al contempo straordinario per il prossimo: è sempre attento alle esigenze di parenti ed amici, che antepone a sé ed ai suoi problemi di salute, come anche mostra  grande impegno per i fratelli più bisognosi dei paesi poveri.

LA SALVEZZA DELLE ANIME

Per Matteo, che desidera vivere ed amare secondo il Cuore di Gesù, la premura più grande è la salvezza delle anime. Si prodiga molto per riuscire a far conoscere Dio agli altri. Cerca di far avvicinare ai sacramenti ed alla preghiera i suoi coetanei che, con rammarico, vede lontani da Dio. Ma soprattutto evangelizza con la sua vita, chiede infatti al Signore: “Voglio essere uno specchio, il più limpido possibile, e, se è la tua volontà, riflettere la Tua Luce nel cuore di ogni uomo”. Sempre mosso da spirito di evangelizzazione compone anche una raccolta di poesie “diretta nei cuori di ognuno”, come egli stesso afferma, che “vuole esaltare temi come l’Amore e la Fede”. La necessità di salvare le anime è così forte che Matteo vive la sua sofferenza, “distintivo di un’anima scelta da Dio”, come un’offerta al Signore: un’offerta che egli compie attraverso i primi venerdì del mese estesi ad ogni giorno della sua vita. In una poesia scrive: “…Vorresti gridare al mondo che faresti tutto per il tuo Salvatore, che sei pronto a soffrire per la salvezza delle anime, a morire per Lui. Avrai modo di dimostrargli il tuo amore…”. Nei suoi ultimi giorni, ormai  paralizzato e inchiodato sul letto della sofferenza, come Gesù sulla croce, Matteo offre la sua vita per la salvezza delle anime e la conversione dei peccatori morendo “radicato e fondato” in Cristo, “acceso d’amore” come il Cuore di Gesù nel Cuore di Dio.

Anna Rita Fiusco

L’Icona è dipinta da don Luca D’Agnano

No! No, non arrenderti, affidati a Dio